Davide ha appena compiuto 16 anni e sta festeggiando con degli amici a un rave party. Rispetto a loro sembra più grande, è il capitano della squadra di basket ed è il più bello. Questo gli sarà fatale. Allontanatosi dagli amici, viene avvicinato da un uomo misterioso, di aspetto quieto e mite, che lo distrae mentre i suoi complici lo narcotizzano e lo rapiscono. Il ragazzo è stato scelto come “allenamento” per uno dei lottatori di un’organizzazione criminale che si occupa, tra l’altro, di combattimenti clandestini all’ultimo sangue. Come avveniva millenni fa con i gladiatori, questi uomini combattano perché uno uccida l’altro. Davide viene gettato in un camion, al buio, e il misterioso combattente lo attacca. Ma l’istinto di sopravvivenza del ragazzo ha la meglio, e, preso dalla disperazione ma forte del vigore della sua età, il giovane uccide l’altro. 

Una volta scopertolo, l’uomo misterioso che ha scelto Davide al rave party gli dà una seconda chance, un secondo viaggio in camion e un secondo avversario, stavolta scelto per caso: un giovane autostoppista. Andando contro ogni principio morale e tutti i propri valori, Davide capisce che uccidere il ragazzo è la sua unica possibilità di sopravvivenza. Scende dal secondo camion con la consapevolezza di essere un assassino. Da allora viene costretto a vivere in una vecchia fabbrica insieme agli altri combattenti, isolati dal mondo, prigionieri, trattati come cani, costretti a usare dei soprannomi invece dei propri nomi. Davide assume il nome di “Batiza”, una parola sentita pronunciare dall’autista serbo del camion. Il suo significato è “pupetto”, “bambino”. Si lega a un giovane sbandato che si fa chiamare Rafaelo, ma soprattutto sviluppa un attaccamento morboso per l’uomo che lo ha rapito, un ex-killer soprannominato “Minuto”. Per il ragazzo Minuto diventa amico, padre, allenatore, punto di riferimento. L’uomo, stanco di quella vita, annoiato e privo di stimoli, si appassiona alla sfida per farlo diventare il migliore, prende il ragazzo sotto la sua ala e gli insegna come combattere per sopravvivere. Batiza è completamente succube dell’uomo, impara a sfruttare la propria bellezza e a esaltarla. Combattimento dopo combattimento diventa un idolo della clientela perversa che assiste e scommette. Viene man mano “promosso” dall’organizzazione criminale, diventa uno dei combattenti migliori e ottiene molti vantaggi. Improvvisamente le cose cambiano: Minuto sparisce, si vocifera che abbia cercato di abbandonare l’organizzazione e che ora venga braccato dal capo di essa, suo diretto superiore: Alfonso Guerrero. Un giorno il ragazzo scopre che Minuto è stato catturato e che per punizione, sebbene anziano, verrà costretto a combattere. Aiutandosi i due fuggono e grazie all’abilità e alla scaltrezza del vecchio riescono a far perdere le loro tracce, in un’interminabile viaggio su e giù per l’Italia, cambiando continuamente auto rubate, procurandosi soldi, modificando il proprio aspetto. Finalmente libero, Batiza è smarrito. Non è abituato alla libertà, agli spazi, a un rapporto sano con il prossimo. In lui è fortemente emerso il desiderio di uccidere. E’ diventato un bisogno fisico, una dipendenza. E’ anche tempo di amore per Batiza, che conosce Annalisa, una ragazzina normalissima, di cui si innamora. Il ragazzo teme però di farle male, ha paura di non saper controllare la propria forza e si sente sporco. Minuto lo incoraggia, sebbene l’organizzazione si sia fatta viva con loro, chiarendo che sanno dove sono e cosa vogliono. Una volta all’anno c’è un combattimento speciale tra 10 lottatori chiusi nei sotterranei della fabbrica e ripresi da dozzine di telecamere nei cunicoli. Il solo che sopravvive avrà la libertà, ma soprattutto farà guadagnare tantissimo soldi a Guerrero. Se Batiza tornerà a combattere, quindi, l’uomo lascerà in pace Minuto. Il ragazzo non accetta e il vecchio scompare. A Batiza non resta che tornare alla fabbrica e cercare di vincere la propria libertà.

 

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