Il boia di Parigi    La pazienza del destino   La Gabbia   Il Principe di Persia
             






Ero entrata in Bonelli da pochi anni e Lucca non era ancora in città ma fuori, nella tendopoli vicino al palazzetto dello sport. Quell’anno pioveva che dio la mandava e nessuno mi conosceva. Io e Stefano casini ci eravamo incontrati su un forum, avevamo bisticciato ed eravamo diventati amici. Ci siamo ritrovati il primi giorno di fiera in uno spazio semideserto e siamo andati a cena insieme. Lì abbiamo chiacchierato, e tra i vari “ma come sarebbe bello se” è venuta fuori l’idea di Sighma. Che poi ha cambiato nome un sacco di volte, tra Sìghma, Sigma, Sìgma e Sighma. E’ rimasta un’idea in stato embrionale, lui mi ha mandato lo sketch di un viso lontano anni luce dal personaggio che poi è diventato e per un pezzo è rimasta lì. Quando la Bonelli mi ha proposto di fare una graphic novel io devo aver risposto una cosa del tipo “o Sighma o la morte”. E dopo un po’ di tira e molla io e Stefano abbiamo potuto metterci al lavoro su questa storia bizzarra, figlia di contaminazioni sue e mie, che può essere letta in molti modi, come fantascienza pura, come romanzo di formazione, come critica alla società, come ricerca del significato di identità. Ci hanno spesso chiesto di farne un seguito, ma secondo noi, anche se il finale della storia è aperto, la storia è giusto che rimanga così, sospesa, con mille seguiti ad attenderla.

La Storia



Un uomo si sveglia in un futuro indefinito, in un mondo vuoto in cui l'unica cosa presente è una costruzione suddivisa in livelli crescenti definita "La città". Lì dentro chiunque è marchiato con un microchip che stabilisce il suo nome, la sua funzione nella città e il livello a cui può salire. Ma l'uomo senza memoria non possiede microchip. La sola cosa che sa di sé è un enorme tatuaggio sul petto che riporta la lettera greca "sighma" e pochi oggetti nelle tasche. Grazie ad essi risalirà -letteralmente- alla propria identità, ma maggiore sarà l'ascesa e maggiore sarà il suo precipizio interiore.

Lucca 2012


Lucca 2011

Una miniserie thriller in due puntate trasmessa da Sky nel 2009, diretta da Alex Infascelli e Fabrizio Bentivoglio, sulla base di un mio soggetto e co-sceneggiata con Salvatore De Mola e Alex Infascelli stesso.

I due temi intorno a cui ruota la storia sono il satanismo (ciò che crediamo o vogliamo credere sia e ciò che esso realmente è) e l’ipocrisia della piccola provincia borghese che non accetta ciò che esce dai suoi schemi.

Giovanni Baldassi è un piccolo imprenditore, soddisfatto della sua azienda che produce scarpe, della sua esistenza tranquilla ed agiata, della moglie Lucia e dei due figli, Matteo e la piccola Valentina. Il più grande dei due figli è in un’età inquieta, è taciturno, sembra disprezzare la famiglia e ha un rapporto conflittuale col padre. Sottovalutandone i segnali di paura i genitori lasciano che il ragazzo si isoli da loro sempre di più. Finchè un giorno Matteo scompare nel nulla. Dopo i primi sospetti che si tratti di un rapimento o di una fuga, si fa strada un'inquietante ipotesi, dettata da alcuni macabri ritrovamenti di Giovanni nel garage di casa: che il ragazzo sia stato irretito da una setta. La madre rifiuta categoricamente anche solo di prendere in esame l’ipotesi. Giovanni, invece segue l’istinto e i sospetti che nascono da alcune incongruenze rispetto all’immagine che il ragazzo dava di sé in casa e atteggiamenti che invece assumeva fuori.

nel nome del male

Baldassi fa la conoscenza di Anna Nodali, una donna la cui figlia è scomparsa nelle stesse misteriose circostanze di Matteo, ed è convinta che sia entrata in una setta, ma nessuno le dà retta. Dopo un primo momento di smarrimento, Giovanni Baldassi imbocca la strada giusta, indaga nella vita del figlio, scoprendo che in effetti il ragazzo stava frequentando luoghi e persone dedite al satanismo. Le indagini dell'uomo però sembrano iniziare ad infastidire qualcuno, che comincia a minacciare indirettamente l’uomo. Giovanni non molla e Lucia, credendolo fuori di senno, lo caccia di casa, convinta che stia infangando il buon nome della famiglia.

Trasferitosi  a Trieste Giovanni continua le sue indagini insieme ad Anna, e qui conosce Riccardo Tramer, il carismatico leader di una setta, che lo introdurrà nell'ambiente macabro ed insano delle sette demoniache, nella speranza di poter ritrovare il figlio Matteo. Lì Giovanni sarà costretto ad affrontare i propri demoni personali prima di raggiungere la verità.